Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 20909 - pubb. 08/12/2018

Il rispetto della percentuale minima del 20% di cui all’art. 160, co. 4, l.f. è questione di fattibilità economica rimessa alla valutazione esclusiva del ceto creditorio

Appello Genova, 23 Novembre 2018. Est. Caiazzo.


Concordato preventivo con cessione dei beni – Natura della percentuale di soddisfacimento minimo dei creditori chirografari – Sindacato demandato al Tribunale circa l’idoneità della proposta ad assicurare il soddisfacimento dei creditori chirografari nella percentuale minima



La previsione contenuta nell’art. 160, comma 4, l. fall. (aggiunto dall’ art. 4, comma 1, lett. a, D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015, n. 132), secondo cui la proposta di concordato deve assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti chirografari, ha introdotto un ulteriore requisito di ammissibilità della domanda di concordato preventivo.

Ciò tuttavia non incide sull’estensione del sindacato del tribunale sulla proposta e sul piano di concordato preventivo, circoscritto alla verifica della fattibilità giuridica, intesa come verifica della non incompatibilità dello stesso con norme inderogabili mentre il controllo di fattibilità economica, intesa quale realizzabilità in concreto del piano  proposto dal debitore, è circoscritto nei limiti della verifica della sussistenza o meno di una manifesta inettitudine del piano a raggiungere gli obiettivi prefissati.

Alla luce di tali criteri, la prospettiva che la liquidazione del patrimonio immobiliare di titolarità del debitore proponente non dia i risultati sperati, costituisce, una volta che il valore dei cespiti sia stato determinato sulla base di parametri prudenziali, una questione di fattibilità economica rimessa alla valutazione esclusiva del ceto creditorio. (Alessandro Morgante) (riproduzione riservata)


Massimario Ragionato



Segnalazione dell'Avv. Alessandro Morgante


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