TITOLO III
AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA
CAPO III
EFFETTI

Art. 50

Contratti in corso.
TESTO A FRONTE

1. Salvo quanto previsto dal comma 4, il commissario straordinario può sciogliersi dai contratti, anche ad esecuzione continuata o periodica, ancora ineseguiti o non interamente eseguiti da entrambe le parti alla data di apertura dell'amministrazione straordinaria.

2. Fino a quando la facoltà di scioglimento non è esercitata, il contratto continua ad avere esecuzione (1).

3. Dopo che è stata autorizzata l'esecuzione del programma, l'altro contraente può intimare per iscritto al commissario straordinario di far conoscere le proprie determinazioni nel termine di trenta giorni dalla ricezione dell'intimazione, decorso il quale il contratto si intende sciolto.

4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano:

a) ai contratti di lavoro subordinato, in rapporto ai quali restano ferme le disposizioni vigenti;

b) se sottoposto ad amministrazione straordinaria è il locatore, ai contratti di locazione di immobili, nei quali il commissario straordinario subentra, salvo patto contrario.



(1) Cfr. articolo 1 bis del D.L. 28 agosto 2008, n. 134, convertito in legge 27 ottobre 2008, n. 166.

GIURISPRUDENZA

Fallimento - Locazione di aeromobile - Amministrazione straordinaria del conduttore - Scioglimento del contratto da parte del commissario - Equo indennizzo - Applicazione della disciplina della locazione di immobili - Esclusione - Ragioni.
In tema di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, qualora il commissario dell'impresa conduttrice abbia esercitato il diritto di recedere dal contratto di locazione di un aeromobile, non spetta al locatore del veicolo l'equo indennizzo di cui all'art. 80 l.fall., perché detta norma riguarda solo il recesso del conduttore dalla locazione di beni immobili, mentre l'aeromobile è un bene mobile registrato, assoggettato al relativo regime secondo la previsione di cui all'art. 815 c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Novembre 2019, n. 28962.


Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Dirigenti di impresa - Rapporto di lavoro - Cessazione successivamente al provvedimento di ammissione alla procedura - Indennità supplementare prevista dall’Accordo allegato al relativo CCNL - Credito in prededuzione - Sussiste - Fondamento.
L'indennità supplementare prevista dall"Accordo sulla risoluzione del rapporto di lavoro nei casi di crisi aziendale" allegato al CCNL dei dirigenti aziendali, costituisce – a prescindere dalla sua natura retributiva o indennitaria – un credito da ammettere al passivo in prededuzione ex art. 111 l.fall., per i dirigenti di imprese sottoposte ad amministrazione straordinaria che siano cessati dal rapporto di lavoro solo successivamente al provvedimento di ammissione alla procedura, essendo la sua prosecuzione indubitabilmente funzionale alle esigenze di continuazione dell'attività di impresa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Novembre 2018, n. 29735.


Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Contratto in corso - Prosecuzione "ope legis" - Dichiarazione di scioglimento del commissario - Conseguenze - Prededucibilità del credito del contraente in bonis - Sussistenza - Fattispecie.
Nell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, l'art. 50, comma 2, del d.lgs. n. 270 del 1999, come interpretato dall'art. 1 bis del d.l. n. 134 del 2008, conv., con modif., dalla l. n. 166 del 2008, dispone la prosecuzione "ope legis" dei contratti in corso in funzione della conservazione dell'impresa ammessa alla procedura, sicché, da un lato, i detti contratti continuano ad avere esecuzione fino a quando il commissario non eserciti la facoltà di sciogliersi e, dall'altro, i crediti maturati dal contraente "in bonis" dopo l'apertura della procedura devono essere ammessi al passivo in prededuzione, essendo le relative prestazioni finalizzate alla continuazione dell'attività d'impresa ex art. 52 del d.lgs. n. 270 del 1999 (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ammesso in prededuzione il credito per la rata del premio relativo ad un contratto di assicurazione sulla responsabilità civile pendente all'apertura della procedura, maturato tra quest'ultima data e la dichiarazione del commissario di scioglimento dal detto contratto). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Novembre 2018, n. 28797.


Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Contratto pendente al momento dell'apertura della procedura - Facoltà del commissario di subentro - Dichiarazione espressa di subingresso - Necessità - Accordo contenente il rinvio alle condizioni contenute in un accordo negoziale anteriore all’apertura della procedura - Sufficienza - Conseguenze - Prededucibilità del credito del fornitore relativo a prestazioni pregresse - Sussistenza.
Nell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, l'art. 50 del d.lgs. n. 270 del 1999 - anche alla stregua dell'interpretazione autentica fornitane dall'art. 1 bis del d.l n. 134 del 2008, conv., con modif., dalla l. n. 166 del 2008 - prevede la continuazione dei contratti preesistenti all'amministrazione straordinaria a condizione che il commissario straordinario manifesti espressamente la volontà di subingresso. A tal fine è sufficiente una manifestazione di volontà del commissario diretta in modo non equivoco a profittare del medesimo programma negoziale già pendente tra le parti, desumibile anche dal rinvio, operato dal commissario, alle condizioni contrattuali contenute in un accordo tra le parti anteriore all'apertura della procedura, risultando con ciò integrata la condizione dalla quale la legge fa dipendere il riconoscimento della prededuzione in ordine alle prestazioni già eseguite. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Febbraio 2018, n. 3948.


Amministrazione straordinaria (d. lgs. n. 270/1999) – Art. 50 – Contratti in corso al momento dell’apertura della procedura – Determinazione del Commissario straordinario – Necessità

Amministrazione straordinaria (d. lgs. n. 270/1999) – Art. 50 – Contratti in corso al momento dell’apertura della procedura – Disdetta – Recesso contraente in bonis – Illegittimità – Sussistenza
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La stabilizzazione dei rapporti contrattuali in corso al momento dell’apertura dell’amministrazione straordinaria consegue non al mancato esercizio tout court della facoltà di scioglimento da parte del commissario straordinario, ma alla sua positiva determinazione di subentrare nei rapporti in questione. Una indiretta ma evidente conferma di una simile conclusione proviene dall’art. 1-bis della legge n. 166 del 2008 che chiarisce, con interpretazione autentica, che il secondo comma dell’art. 50 del d.lgs. n. 270/1999 va inteso nel senso  per cui l’esecuzione del contratto, o la richiesta di sua esecuzione da parte del commissario, non precludono a quest’ultimo la facoltà di scioglimento, che rimane impregiudicata, né comportano, fino all’espressa dichiarazione di subentro del commissario stesso, l’attribuzione all’altro contraente  dei  diritti previsti dall’art. 51, commi 1 e 2, in caso di subingresso da parte dell’ufficio commissariale. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)

Fino a quando la facoltà di scioglimento non viene esercitata, il contratto continua ad avere esecuzione e resta insensibile ad ogni evento modificante per dare tempo al commissario di formulare la sua scelta. In caso di disdetta del contratto esercitata ante diem dal contraente in bonis, questa altro non costituisce che un recesso, posto che i diversi termini impiegati sono da considerare alla stregua di sinonimi perché in ogni caso incidono - ponendone fine - su un rapporto negoziale che sarebbe, in mancanza, continuato. Sono riconducibili al genere del recesso pure le specie denominate disdetta e/o similia, essendo, quindi, sempre figura di recesso, “evento modificante”, quella disdetta che vale, come si usa dire, “recesso determinativo”, in quanto la inesecuzione del programma viene differita alla scadenza di un termine di preavviso tale da lasciar interrompere la continuazione altrimenti automatica di un rapporto contrattuale destinato a seguire nel tempo. Il contraente in bonis è obbligato (anzi vive una condizione di pati) ad attendere le scelte del commissario straordinario e nulla può fare, tantomeno recedere illegittimamente, se non mettere in mora il commissario a norma dell’art. 50 del d.lgs. n. 270/1999 una volta che il Ministero ne abbia autorizzato il programma, sempreché prima non sia intervenuta la scadenza naturale del contratto. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 18 Gennaio 2018, n. 1195.


Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Contratti in corso - Posizione e facoltà del contraente in bonis - Subentro del commissario - Volontà esplicita - Esecuzione "inerziale" del contratto - Esclusione.
Nella amministrazione straordinaria, in tema di contratti in corso, il contraente in bonis è obbligato ad attendere le scelte del commissario e nulla può fare, tantomeno recedere illegittimamente, se non mettere in mora il commissario straordinario, a norma dell'art. 50 del d.lgs. n. 270/1999, una volta che il Ministero ne abbia autorizzato il programma, sempreché prima non sia intervenuta la scadenza naturale del contratto.

Può dunque parlarsi di "subentro" del commissario in un rapporto negoziale pendente solo dopo che questi abbia formalmente ed inequivocabilmente estrinsecato una precisa volontà in tal senso, vuoi perché a ciò appositamente provocato dall'altro contraente mediante il previsto interpello, vuoi perché spontaneamente determinatosi in questa prospettiva, senza necessità di attendere l'intimazione della controparte; in nessun caso, invece, la parentesi temporale di esecuzione per così dire "inerziale" del contratto, prevista dall'art. 50, comma 2, potrà venire interpretata come tacito subentro per facta concludentia del commissario, nemmeno laddove quest'ultimo avesse richiesto o sollecitato all'altro contraente l'esecuzione della propria prestazione in applicazione di tale disciplina. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 18 Gennaio 2018, n. 1195.


Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi -  Contratto pendente al momento dell'apertura della procedura - Facoltà del commissario di scioglimento o di subentro - Finalità - Prosecuzione di precedente somministrazione di servizi - Dichiarazione espressa di subentro - Mancanza - Conseguenze - Prededucibilità del credito relativo alle prestazioni pregresse - Esclusione.
Nell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, l'art. 50 del d.lgs. n. 270 del 1999 - anche alla stregua dell'interpretazione autentica fornitane dall'art. 1 bis del d.l n. 134 del 2008, conv., con modif., dalla l. n. 166 del 2008 - prevede la continuazione dei contratti preesistenti all'amministrazione straordinaria unicamente ai fini della conservazione aziendale e per assicurare al commissario uno "spatium deliberandi" per l'esercizio della facoltà di scioglimento o di subentro. Ne consegue che la prosecuzione di una precedente somministrazione di servizi dopo la dichiarazione dello stato di insolvenza, ove non sia stata accompagnata da un'espressa dichiarazione di subentro da parte del commissario, non comporta il trasferimento del rapporto in capo alla procedura anche per le prestazioni pregresse e la prededucibilità del relativo credito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Febbraio 2016, n. 3193.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Disciplina dei rapporti pendenti - Locazione finanziaria intercorsa tra società di leasing ed impresa ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria - Sopravvenuta scadenza del termine contrattuale per l'esercizio dell'opzione d'acquisto - Residua possibilità di subentro da parte del commissario straordinario - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Fattispecie..
Nell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, disciplinata dal d.lgs. 8 luglio 1999, n. 270, la disciplina dei rapporti pendenti, regolata dal relativo art. 50 e prevedente una generale facoltà di scioglimento da parte del commissario straordinario quanto ai contratti ancora ineseguiti o non interamente eseguiti, presuppone che questi ultimi non siano pervenuti nel frattempo alla loro naturale scadenza; ne consegue che se, come nella specie, per un contratto di locazione finanziaria di macchinari, già concessi a tale titolo alla società debitrice, dopo la sua ammissione alla procedura sia scaduto il termine per l'esercizio della facoltà di riscatto ed il commissario non abbia manifestato in precedenza la volontà di avvalersene, cessando ogni vincolo fra le parti, nasce l'obbligo, in capo all'utilizzatore, di restituzione dei beni, in accoglimento della domanda di rivendica degli stessi avanzata dalla società concedente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Febbraio 2012, n. 2762.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Vendita con riserva di proprietà ineseguita al momento della dichiarazione di insolvenza - Subentro nel contratto da parte del commissario straordinario dell'impresa compratrice - Disciplina applicabile - Assunzione di tutti gli obblighi contrattuali già facenti capo al debitore insolvente - Fondamento - Conseguenze - Integrale pagamento del prezzo a favore del venditore che trasferisca la proprietà - Scadenza dell'obbligazione di pagamento prima della dichiarazione di subentro ex art. 50 del d.lgs. n. 270 del 1999 - Rilevanza - Esclusione - Insinuazione al passivo del credito per il prezzo - Ammissione in prededuzione - Necessità - Fattispecie..
In tema di vendita con riserva della proprietà non ancora eseguita, da entrambe le parti, al momento della dichiarazione di insolvenza del compratore, nella conseguente ammissione di questi alla procedura di amministrazione straordinaria, il subentro del commissario straordinario nel citato contratto pendente determina, ai sensi degli artt. 50 e 51 del d.lgs. 8 luglio 1999, n. 270, l'applicazione della disciplina di cui all'art. 72 e non 73, legge fall., con l'effetto che detto organo assume tutti gli obblighi già in capo al debitore; ne deriva che, a fronte del successivo trasferimento della proprietà dei beni oggetto del contratto, nessuna rata essendo stata saldata in precedenza, il relativo prezzo va corrisposto al venditore per intero, né alcun rilievo è ascrivibile alla circostanza per cui detto pagamento sia scaduto prima del citato subentro contrattuale, ma quando il contratto era in fase di quiescenza. (Applicando detto principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che, in accoglimento dell'opposizione allo stato passivo, aveva ammesso in prededuzione il credito per le rate di prezzo vantate dal venditore). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 31 Maggio 2011, n. 12016.


Amministrazione straordinaria - Prosecuzione dei contratti preesistenti per facta concludentia del commissario - Esclusione - Diritto del contraente all'ammissione in prededuzione per le prestazioni eseguite prima della dichiarazione di insolvenza - Esclusione..
Con una norma di interpretazione autentica introdotta dall'art. 1 bis della legge n. 166/2008, che ha convertito in legge il d.l. n. 134/2008 (c. d. decreto Alitalia), il legislatore ha chiarito che "la disposizione di cui al comma 2 dell'art 50 del d. lgs. n. 270/1999, va interpretata nel senso che l'esecuzione del contratto, o la richiesta dell'esecuzione del contratto da parte del commissario straordinario, non fanno venir meno la facoltà di scioglimento dai contratti di cui al medesimo articolo, che rimane impregiudicata, né comportano, fino alla dichiarazione di espresso subentro del commissario straordinario, l'attribuzione all'altro contraente dei diritti previsti in caso di subentro del commissario straordinario dall'art. 51, commi 1 e 2 ". La norma in questione esclude pertanto che ai sensi del secondo comma dell'art. 50 del d. lgs. n. 270/99 - sino alla dichiarazione di subentro del commissario - il comportamento volto a dare esecuzione al contratto possa essere qualificato come un subentro per facta concludentia e possa precludere allo stesso la facoltà di scioglimento prevista dal primo comma del medesimo articolo, ma fa comunque salve le prestazioni eseguite dal contraente in bonis dopo l'apertura della procedura di amministrazione straordinaria in favore della stessa, trattandosi di prestazioni rese a favore del commissario a mente dell'art. 52 d. lgs. n. 270/99 e quindi di crediti sorti per la continuazione dell'esercizio dell'impresa. Nell'ipotesi in cui, pertanto, il contratto sia tacitamente proseguito anche dopo la dichiarazione di insolvenza e dopo l'ammissione di una società alla procedura di amministrazione straordinaria, non avendo il commissario formalmente esercitato la facoltà di subentro prevista dall'art. 51, secondo comma, i crediti sorti prima della dichiarazione di insolvenza soggiacciono alla regola del concorso e vanno pertanto ammessi in chirografo, mentre i crediti insorti nel periodo intermedio, decorrente dalla data di dichiarazione di insolvenza a quella di apertura della procedura di amministrazione straordinaria, vanno ammessi in prededuzione a mente degli artt. 18 e 20 del d. lgs. n. 270/99, secondo cui i crediti sorti per la continuazione dell'esercizio dell'impresa e la gestione del patrimonio del debitore dopo la dichiarazione dello stato di insolvenza sono soddisfatti in prededuzione, a norma dell'art. 111, primo comma, n. 1 della l. fall. Nessun rilievo appare avere la circostanza che il commissario abbia formalmente comunicato la sua intenzione di sciogliersi dal rapporto dopo la cessazione degli effetti per esaurimento dello stesso, in quanto la legge collega il diritto alla prededuzione non già a tale dichiarazione negativa, ma solamente al formale esercizio della facoltà di subentro. (Francesco Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 16 Maggio 2011.


Amministrazione straordinaria - Contratti pendenti - Facoltà del commissario straordinario di sciogliersi - Contratti ad esecuzione continuata o periodica - Contratti di fornitura di energia - Intimazione al commissario da parte del contraente in bonis - Scioglimento di diritto..
L’art. 50 del D.lgs n. 270 del 1999 consente solo al commissario straordinario la facoltà di sciogliersi dai contratti, anche ad esecuzione continuata o periodica (come i contratti di fornitura di energia); all’esito dell’autorizzazione del programma ministeriale di cui ai successivi artt. 54 e seguenti, il contraente in bonis può intimare al commissario straordinario di far conoscere le proprie determinazioni in merito alle sorti del contratto, in mancanza delle quali, decorso il termine (legale) di giorni trenta, il contratto si intende sciolto (di diritto). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 26 Gennaio 2011.


Amministrazione straordinaria – Prosecuzione dei contratti preesistenti – Finalità – Facoltà di subentro del commissario – Diritto del contraente al risarcimento del danno – Esclusione..
In mancanza di subentro nel rapporto da parte del commissario straordinario, che ha invece manifestato la propria volontà di scioglimento dal contratto, nessun diritto può essere riconosciuto al contraente in bonis a titolo di risarcimento per inadempimento della clausola relativa ai livelli minimi di fornitura; deve essere infatti condivisa l’interpretazione secondo la quale l’art. 50 d.lgs. n. 270/1999 prevede la continuazione dei contratti preesistenti l’amministrazione straordinaria unicamente ai fini della conservazione aziendale e per assicurare al commissario uno spatium deliberandi per l’esercizio della facoltà di scioglimento o di subentro, per cui la continuazione di una precedente fornitura dopo la dichiarazione d’insolvenza, non accompagnata da una espressa dichiarazione da parte del commissario, non comporta il trasferimento del rapporto in capo alla procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 15 Febbraio 2009.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Natura e finalità - Azione revocatoria fallimentare - Esperibilità - Condizioni e limiti - Destinazione liquidatoria della procedura - Necessità - Momento rilevante - Decisione sull'azione revocatoria - Cessione dell'intero complesso aziendale - Funzione di liquidazione - Configurabilità. .
Nell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, disciplinata dal decreto-legge 30 gennaio 1979, n. 26, convertito nella legge 3 aprile 1979, n. 95, in ordine alla quale tra azione revocatoria fallimentare e fase conservativa sussiste un'incompatibilità logica e di fatto, prima ancora che giuridica, un'effettiva destinazione liquidatoria della procedura di amministrazione straordinaria può manifestarsi già prima del formale avvio del procedimento di alienazione dei beni, perché un'attività di conservazione dell'azienda, nella sua unitarietà funzionale, ben può risultare destinata alla salvaguardia non solo dell'unità produttiva, bensì anche della tutela delle ragioni dei creditori, i quali hanno interesse all'alienazione di un complesso aziendale efficiente e avviato, piuttosto che alla separata alienazione dei singoli beni aziendali. Ne consegue che l'eventualità di una destinazione liquidatoria della procedura deve essere accertata con riferimento al momento della decisione sull'azione revocatoria, e ciò anche quando, al momento della decisione, sia già stato alienato l'intero complesso aziendale, dato che anche la cessione dell'intero complesso aziendale ha funzione di liquidazione, ove si consideri che un risultato di risanamento, senza liquidazione dei beni, in tanto può aversi, in quanto a riprendere l'attività produttiva o di scambio sia il medesimo originario imprenditore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Marzo 2006, n. 5301.