TITOLO II
DICHIARAZIONE DELLO STATO DI INSOLVENZA
CAPO II
ORGANI

Art. 13

Competenza del tribunale che ha dichiarato lo stato di insolvenza.
TESTO A FRONTE

1. Il tribunale che ha dichiarato lo stato di insolvenza è competente a conoscere di tutte le azioni che ne derivano, qualunque ne sia il valore, fatta eccezione per le azioni reali immobiliari, per le quali restano ferme le norme ordinarie di competenza.


GIURISPRUDENZA

Azione di responsabilità ex art. 146 L.F. (art. 36 D.Lgs. 270/99) – Competenza territoriale – Cumulo soggettivo ex art. 33 c.p.c. – Applicabilità

Domanda riconvenzionale per la condanna del fallimento al pagamento di un credito – Improcedibilità per applicabilità del rito speciale ex artt. 93 ss. L.F. – Sussiste

Eccezione riconvenzionale di controcredito avverso la domanda di pagamento proposta dal curatore – Ammissibilità
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L’azione di responsabilità promossa dal curatore (o dal commissario straordinario) non costituisce un tertium genus, ma cumula in sé le azioni di cui agli artt. 2393 c.c. (azione sociale) e 2394 c.c. (azione dei creditori) ed è finalizzata alla reintegrazione del patrimonio della società, inteso unitariamente come garanzia dei soci e dei creditori sociali, fermi gli oneri probatori inerenti a ciascuna azione. (Massimo Postiglione) (riproduzione riservata)

L’azione di responsabilità promossa dal curatore (o dal commissario straordinario), pertanto, non rientra nell’ambito applicativo dell’art. 24 L.F. (art. 13 D. Lgs. 270/99) restando sottratta alla competenza inderogabile del tribunale fallimentare, con conseguente applicazione degli ordinari criteri di competenza per valore e per territorio, ivi compreso quelle inerente alla modificazione della competenza territoriale semplice per cumulo di domande contro più persone presso il foro generale di una di esse. (Massimo Postiglione) (riproduzione riservata)

Ove nell’ambito di un’azione ordinaria di recupero di un credito del fallito, il convenuto proponga domanda riconvenzionale per l’accertamento di un proprio credito nei confronti del fallimento e la relativa condanna, essa deve essere dichiarata inammissibile o improcedibile in quanto soggetta al rito speciale previsto dagli artt. 93 ss. L.F., mentre la domanda del curatore prosegue innanzi al giudice adito. Il convenuto può però sollevare eccezione riconvenzionale diretta esclusivamente a neutralizzare la domanda attrice, atteso che, in tal caso, non trattandosi di una pronuncia idonea al giudicato, non è soggetta al rito fallimentare di accertamento dei crediti. (Massimo Postiglione) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 08 Agosto 2014.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Organi preposti al fallimento - Tribunale fallimentare - Competenza funzionale - Amministrazione straordinaria - Azione di risoluzione del contratto di locazione per morosità del conduttore assoggettato alla procedura - Attrazione alla competenza del tribunale fallimentare - Esclusione - Fondamento..
Qualora sia stata proposta dal locatore azione di risoluzione di un contratto di locazione per morosità del conduttore assoggettato alla procedura di amministrazione straordinaria e non sia stata avanzata contestualmente anche la domanda di risarcimento dei danni conseguenti alla morosità, tale domanda di risoluzione resta disciplinata dalle regole ordinarie e non è devoluta alla competenza del tribunale fallimentare prevista dall'art. 24 della legge fall. e dall'art. 13 del d.lgs. 8 luglio 1999, n. 270, poiché essa non trova causa o titolo nella procedura concorsuale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Aprile 2011, n. 8972.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Organi preposti al fallimento - Tribunale fallimentare - In genere - Società datrice di lavoro sottoposta ad amministrazione straordinaria - Crediti di lavoro - Relativa controversie - Competenza funzionale del tribunale fallimentare - Fondamento.

Procedimenti speciali - Procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - Controversie assoggettate - In genere - Società datrice di lavoro sottoposta ad amministrazione straordinaria - Crediti di lavoro - Relativa controversie - Competenza funzionale del tribunale fallimentare - Fondamento.
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In caso di sottoposizione della società datrice di lavoro ad amministrazione straordinaria, in base al disposto dell'art. 13 della legge n.270 del 1999, il tribunale che ha dichiarato lo stato di insolvenza è competente a conoscere di tutte le azioni che ne derivano, qualunque ne sia il valore, fatta eccezione per le azioni reali immobiliari, per le quali restano ferme le norme ordinarie di competenza; né sussistono ragioni, testuali o sistematiche, che consentano di desumere, in via di interpretazione, una diversa disciplina applicabile ai crediti di lavoro o a quelli agli stessi assimilabili. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 18 Luglio 2007, n. 15964.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Domande di accertamento della nullità, invalidità, inefficacia, degli atti di cessione del ramo di azienda, e di accertamento della sussistenza del rapporto di lavoro con una delle società convenute, per effetto della nullità o della simulazione dei rapporti di lavoro, con relativo ordine di reintegrazione nel posto di lavoro - Competenza del Tribunale fallimentare sulla prima domanda e competenza del Giudice del lavoro sulla seconda - Fondamento - Fattispecie.

Procedimenti speciali - Procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - Controversie assoggettate - In genere - Domande di accertamento della nullità, invalidità, inefficacia, degli atti di cessione del ramo di azienda, e di accertamento della sussistenza del rapporto di lavoro con una delle società convenute, per effetto della nullità o della simulazione dei rapporti di lavoro, con relativo ordine di reintegrazione nel posto di lavoro - Competenza del Giudice del lavoro sulla seconda domanda e competenza del Tribunale fallimentare sulla prima - Fondamento - Fattispecie.
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In caso di sottoposizione della società datrice di lavoro a amministrazione straordinaria, deve distinguersi tra domande del lavoratore che mirano a pronunce di mero accertamento oppure costitutive e domande con contenuto di condanna, comprese quelle di accertamento e condanna. Devono, però, ritenersi collegate alla procedura non soltanto le controversie che derivano direttamente dalla stessa e si basano su di essa, ma anche quelle che sono destinate comunque ad incidere sulla procedura concorsuale e come tali debbono necessariamente essere esaminate nell'ambito di quest'ultima per assicurarne l'unità e per garantire la parità tra i creditori. La domanda relativa all'accertamento della nullità o della simulazione delle cessioni di azienda non può non ricadere nella cognizione del giudice fallimentare perché il suo accoglimento è destinato a produrre effetti di giudicato nei confronti di tutte le parti e a ripercuotersi sul riassetto delle componenti patrimoniali accertate nell'ambito della procedura concorsuale o di separate procedure concorsuali. (Nella specie, la S.C., regolando la competenza, ha affermato la competenza del Tribunale fallimentare di Milano con riferimento alla domanda di accertamento della nullità, invalidità, inefficacia, degli atti successivi di cessione del ramo di azienda, e la competenza del Giudice del lavoro del Tribunale di Roma in relazione alla domanda di accertamento della sussistenza del rapporto di lavoro con una delle società convenute, per effetto della nullità o della simulazione dei rapporti di lavoro, con relativo ordine di reintegrazione nel posto di lavoro, di competenza del tribunale in funzione di giudice del lavoro). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 09 Ottobre 2006, n. 21634.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Organi preposti al fallimento - Tribunale fallimentare - Competenza funzionale - Nozione - Società in amministrazione straordinaria rivestente la qualità di conduttrice - Controversia proposta dal locatore per ottenere la risoluzione del contratto ed il risarcimento dei danni - Competenza funzionale del tribunale fallimentare - Inerenza alla sola domanda risarcitoria - Domanda di risoluzione - Devoluzione al giudice ordinariamente competente. .
Per azioni che derivano dal fallimento, a norma dell'art. 24 della cosiddetta legge fallimentare (r.d. n. 267 del 1942), debbono intendersi - con principio estensibile anche alla procedura di amministrazione straordinaria (attesane la indiscutibile omogeneità di "ratio" sotto il profilo della tutela della "par condicio") - non soltanto quelle che traggono origine dallo stato di dissesto, ma tutte quelle che incidono sul patrimonio del fallito e che, per la sopravvenienza del fallimento, sono sottoposte ad una speciale disciplina, con la conseguenza che deve essere affermata la competenza del tribunale fallimentare ogni qual volta l'accertamento di un credito verso il fallito costituisca premessa di una pretesa nei confronti della massa. Pertanto, con riferimento alla controversia instaurata dal locatore, nei confronti della curatela del fallimento del conduttore, per denunciare l'inadempimento di detta curatela (e del corrispondente commissario nel caso dell'apertura della procedura di amministrazione straordinaria) subentrata nel rapporto locatizio ed ottenere la risoluzione del rapporto, nonché la condanna della convenuta al risarcimento dei danni, la competenza funzionale e inderogabile del tribunale fallimentare deve essere affermata limitatamente alla domanda risarcitoria, che ha ad oggetto un credito verso la massa, mentre la domanda principale di risoluzione del contratto di locazione per inadempimento resta disciplinata dalle ordinarie regole di competenza, in quanto esula dalle previsioni dell'art. 24 della cosiddetta legge fallimentare, e non è soggetta alla "vis attractiva" della competenza sulla domanda accessoria, con la conseguenza che deve essere proposta dinanzi al tribunale del luogo in cui si trovi l'immobile locato, al quale resta devoluto anche l'esame di tutte le eccezioni formulate dall'intimato in ordine alla validità del titolo ed alla prosecuzione del rapporto da parte del fallimento (ovvero dell'amministrazione straordinaria) del conduttore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 21 Ottobre 2005, n. 20350.